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Il bidet sta scomparendo? Storia, presente e futuro di un'abitudine italiana

Il bidet sta scomparendo? Storia, presente e futuro di un'abitudine italiana

Il bidet è uno dei simboli più caratteristici dell'abitazione italiana. Praticamente assente nel mondo anglosassone, nordeuropeo e asiatico, è invece così radicato nella cultura domestica italiana da sembrare ovvio — un elemento del bagno che c'è sempre stato e che ci sarà sempre. Eppure negli ultimi anni qualcosa sta cambiando: nelle ristrutturazioni più recenti, il bidet viene sempre più spesso eliminato in favore di wc con funzione bidet integrata, e nelle abitazioni più piccole viene sacrificato per guadagnare spazio. Vale la pena fare il punto: com'è arrivato il bidet nelle case italiane? Cosa sta succedendo oggi? E qual è il suo futuro?

Una breve storia del bidet

Il bidet nasce in Francia nel XVII secolo, dove il termine originale ('bidet' in francese significa 'piccolo cavallo') descriveva un piccolo cavalletto su cui ci si sedeva a cavalcioni per le abluzioni intime. Era inizialmente un lusso delle corti europee, poi si diffuse gradualmente nell'Ottocento nelle classi medie europee.

In Italia il bidet iniziò a diffondersi nelle case borghesi a partire dalla fine dell'Ottocento, ma la sua vera democratizzazione avvenne nel dopoguerra, con il boom edilizio degli anni '50 e '60. I nuovi appartamenti costruiti in quel periodo — quelli che oggi abitiamo nella maggior parte delle città italiane — prevedevano quasi tutti un bagno con wc e bidet. In molti edifici residenziali italiani il bidet era letteralmente obbligatorio per regolamento edilizio comunale.

In molti paesi europei (Germania, Gran Bretagna, Paesi Nordici) il bidet non è mai entrato nelle abitudini domestiche. Negli Stati Uniti è praticamente sconosciuto come elemento fisso del bagno. Questa differenza culturale è così marcata da essere diventata un cliché: molti turisti americani in Italia rimangono perplessi davanti al bidet, senza capirne la funzione.

La situazione attuale: il bidet tra resistenza e cambiamento

In Italia, il bidet è ancora presente nella stragrande maggioranza delle abitazioni. Secondo alcune stime di settore, oltre il 90% dei bagni italiani ne è dotato — un dato che non ha equivalenti in nessun altro paese al mondo.

Tuttavia, nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni più recenti, la situazione sta cambiando. Tre fattori stanno contribuendo a ridurre la presenza del bidet tradizionale:

La riduzione delle metrature: gli appartamenti nuovi sono mediamente più piccoli di quelli costruiti 50 anni fa, e il bagno è spesso il locale che più risente di questa compressione. In un bagno di 3-4 m², trovare spazio per wc, bidet, doccia e lavabo con tutti gli spazi di manovra necessari è un'equazione difficile. Il bidet è spesso il primo elemento a essere sacrificato.

I wc con bidet integrato (washlet): la diffusione dei wc giapponesi con doccetta igienica integrata, riscaldamento del sedile e asciugatore sta offrendo un'alternativa concreta al bidet separato. Questi prodotti combinano le funzioni di wc e bidet in un unico sanitario, liberando lo spazio che il bidet avrebbe occupato.

Il cambiamento delle abitudini: le generazioni più giovani mostrano una relazione meno emotiva con il bidet rispetto ai genitori e ai nonni. In un sondaggio informale tra under 35 italiani, una percentuale significativa dichiara che in caso di ristrutturazione rinuncerebbe al bidet se questo permettesse di avere una doccia più grande o uno spazio più comodo.

I wc con bidet integrato: l'alternativa giapponese

I wc con funzione bidet integrata — chiamati 'washlet' (marchio Toto) o semplicemente 'wc giapponesi' — integrano nel copriwater un sistema di lavaggio con doccetta retrattile in acciaio inox, riscaldamento del sedile, asciugatura con aria calda e in alcuni modelli anche deodorante e apertura/chiusura automatica del coperchio.

Dal punto di vista igienico, la pulizia con acqua è oggettivamente più efficace di quella con la carta igienica — è per questo che i medici specialisti in proctologia considerano i wc con bidet integrato uno strumento utile nella prevenzione di alcune patologie.

In Giappone, dove questi prodotti sono stati sviluppati, la percentuale di case con washlet supera l'80%. In Italia la diffusione è ancora limitata ma in forte crescita, particolarmente nelle ristrutturazioni di appartamenti in zone urbane dove lo spazio è prezioso.

Il costo di un wc con bidet integrato di buona qualità varia da 300 a 1.500 euro — un investimento superiore a quello di un wc tradizionale, ma inferiore al costo di wc più bidet separato, specialmente considerando il risparmio di spazio.

Il futuro del bidet in Italia

Il bidet tradizionale non scomparirà dall'Italia nel breve periodo — la cultura dell'igiene personale che rappresenta è troppo radicata. Ma la sua forma e il suo ruolo nel bagno stanno evolvendo.

È probabile che nei prossimi anni assisteremo a una coesistenza tra il bidet tradizionale (che rimarrà dominante nelle abitazioni esistenti e in quelle di grande metratura) e il wc con bidet integrato (che crescerà nelle nuove costruzioni, nelle ristrutturazioni di bagni piccoli e tra i consumatori più giovani e tecnologicamente orientati).

Un terzo elemento che potrebbe cambiare il panorama è la doccetta igienica a parete — un accessorio a basso costo che si installa sul tubo di adduzione del wc e offre una funzionalità bidet essenziale senza richiedere né un bidet separato né un wc con funzione integrata. È già molto diffusa in alcune culture islamiche e sta guadagnando terreno anche in Italia come soluzione di compromesso.

Cosa scegliere in una ristrutturazione

Per chi sta ristrutturando il bagno e deve decidere se mantenere il bidet, queste sono le considerazioni pratiche da fare:

Se il bagno ha spazio sufficiente (almeno 5-6 m²): mantenere il bidet tradizionale è la scelta più semplice e più adatta al mercato italiano, specialmente se si prevede di vendere l'appartamento.

Se il bagno è piccolo (meno di 4 m²): valutare seriamente il wc con bidet integrato come soluzione per recuperare spazio senza rinunciare all'igiene.

Se il budget è limitato: la doccetta igienica a parete è una soluzione economica (20-50 euro) che preserva la funzionalità bidet senza occupare spazio aggiuntivo.

Se si pensa alla rivendita: il bidet è ancora un elemento che gli acquirenti italiani si aspettano. La sua assenza può essere percepita negativamente da acquirenti di fascia di età superiore ai 40 anni.

Conclusione

Il bidet è un'istituzione italiana in evoluzione, non in estinzione. La forma potrà cambiare — dal sanitario separato al washlet integrato, passando per la doccetta a parete — ma la cultura dell'igiene personale che rappresenta è troppo radicata nella mentalità italiana per scomparire. Chi dice che 'il bidet è in via di estinzione' probabilmente sottovaluta quanto profondamente sia ancora radicato nelle abitudini quotidiane degli italiani

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