con Klarna e Scalapay
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È una delle domande più frequenti che ci si pone quando si ristruttura un bagno: tengo la vasca o la sostituisco con una doccia? O, al contrario: ho sempre avuto solo la doccia ma ho sempre sognato una vasca freestanding — vale la pena inserirla? È una scelta che sembra semplice ma che in realtà dipende da molti fattori: la metratura del bagno, il numero di persone che lo utilizzano, le abitudini quotidiane, il budget disponibile e, non da ultimo, le preferenze estetiche.
In questo articolo proviamo a fare chiarezza, confrontando onestamente i pro e i contro di entrambe le soluzioni, con dati pratici su spazi minimi, consumi idrici, costi di installazione e valore che ciascuna opzione aggiunge all’immobile.
Prima di tutto, un po’ di contesto. In Italia, la vasca da bagno è stata per decenni il prodotto simbolo dell’arredo bagno: un segnale di benessere, di un bagno “completo”. Le abitazioni costruite tra gli anni ’60 e ’90 hanno quasi sempre una vasca, spesso posizionata contro la parete più lunga del bagno. Negli ultimi due decenni, tuttavia, la tendenza si è invertita: le ristrutturazioni hanno progressivamente sostituito le vasche con docce, in particolare con il boom delle docce walk-in e delle docce a filo pavimento. Secondo alcune stime di settore, oggi oltre il 60% delle ristrutturazioni bagno in Italia prevede la sostituzione della vasca con una doccia.
Ma questa tendenza è sempre giustificata? Non necessariamente. La scelta giusta dipende dalla situazione specifica, e la risposta corretta non è universale.
Una doccia standard rettangolare ha dimensioni minime di 70 x 90 cm — ma si tratta di una dimensione davvero al limite, confortevole solo per chi ha corporatura esile. La dimensione più diffusa e ragionevole è 80 x 100 cm, mentre per un utilizzo veramente confortevole si consigliano almeno 90 x 90 cm per le docce angolari o 80 x 120 cm per le docce a nicchia.
Le docce walk-in (senza porta, con apertura libera) richiedono dimensioni maggiori — almeno 90 x 120 cm — per evitare che l’acqua schizzi fuori. In compenso, eliminano il problema dell’ingombro della porta.
Una vasca standard ha dimensioni di circa 170 x 70 cm, a cui vanno aggiunti almeno 60-70 cm di spazio libero su almeno un lato lungo per poter entrare e uscire in sicurezza. Nella pratica, una vasca richiede una zona dedicata di almeno 170 x 130 cm, che in un bagno italiano medio (spesso intorno ai 4-5 m²) occupa la maggior parte dello spazio.
Le vasche freestanding — quelle che si appoggiano al centro della stanza o in una posizione scenografica, senza essere addossate alla parete — richiedono ancora più spazio: idealmente un bagno di almeno 8-10 m² per poterle valorizzare esteticamente senza che sembrino schiacciate tra le pareti.
La sintesi pratica: in un bagno sotto i 5 m², la doccia è quasi sempre la scelta obbligata. Tra 5 e 8 m², si può scegliere sia doccia che vasca, valutando le priorità. Sopra gli 8 m², si può ragionevolmente pensare di inserire entrambi gli elementi, oppure optare per una vasca freestanding di impatto.
Questa è probabilmente la variabile più importante, eppure viene spesso trascurata. Ecco alcune domande utili per orientarsi:
Quante persone usano il bagno e in quali fasce orarie? Se il bagno è utilizzato ogni mattina da due o più persone in tempi ravvicinati, la doccia è quasi sempre la scelta più funzionale: è più veloce (mediamente 8-10 minuti contro 20-30 per un bagno in vasca), usa meno acqua e lascia meno umidità nell’ambiente. La vasca, in questo scenario, rischia di restare inutilizzata per settimane.
Ci sono bambini piccoli in casa? La vasca da bagno è quasi indispensabile quando in casa ci sono bambini piccoli. Fare il bagnetto a un neonato o a un bambino sotto i 4-5 anni nella doccia è scomodo e spesso poco sicuro. Se si prevede di avere figli nei prossimi anni, vale la pena considerare questo aspetto prima di eliminare la vasca.
Quanto si usa (o si userebbe) la vasca? Questa è la domanda più difficile ma anche la più importante. Molte persone tengono la vasca per abitudine, per “quando serve”, ma la usano in media meno di una volta al mese. Se questo è il caso, lo spazio occupato dalla vasca potrebbe essere valorizzato in modo molto più efficace con una doccia ampia e confortevole.
Al contrario, chi ama fare bagni rilassanti, chi pratica sport intensi o chi ha dolori muscolari cronici per cui il bagno caldo è una vera terapia, difficilmente sarà soddisfatto di rinunciare alla vasca.
Ci sono persone anziane o con mobilità ridotta? Come abbiamo visto, la vasca è uno degli elementi più problematici per l’accessibilità: richiede di scavalcare un bordo alto, di abbassarsi e rialzarsi da una posizione molto bassa. Per chi ha difficoltà motorie, la doccia (specialmente quella walk-in a filo pavimento) è quasi sempre la scelta migliore.
Dal punto di vista ambientale ed economico, la doccia vince quasi sempre. I numeri:
• Una doccia standard dura mediamente 8-10 minuti e consuma circa 60-80 litri d’acqua (con un soffione da 8-10 litri al minuto)
• Una vasca da bagno standard contiene tra 150 e 200 litri d’acqua per essere riempita a un livello confortevole
La vasca consuma quindi 2-3 volte più acqua di una doccia. A questo si aggiunge il costo per riscaldare quella quantità d’acqua, che è significativamente superiore. Per una famiglia di 4 persone che sostituisce la vasca quotidiana con la doccia, il risparmio annuo in bolletta (acqua e gas/luce per il riscaldamento) può essere di diverse centinaia di euro.
È vero che alcune docce con idromassaggio o soffioni molto generosi consumano più acqua di quanto si pensi, ma rimangono comunque ampiamente al di sotto dei consumi di una vasca piena.
Il costo di installazione di una doccia varia molto in base alla tipologia:
• Box doccia standard (con piatto in ceramica o acrilico e box prefabbricato): 500-1.500 euro di prodotto + 500-800 euro di installazione
• Doccia walk-in con piatto in mineralmarmo o ceramica: 1.000-2.500 euro di prodotto + 800-1.200 euro di installazione
• Doccia a filo pavimento (con canalina di scarico): 1.500-4.000 euro di prodotto + 1.000-2.000 euro di installazione (comprende la modifica all’impianto di scarico)
Le docce a filo pavimento sono le più costose in fase di installazione ma le più esteticamente apprezzate e anche le più facili da pulire sul lungo termine.
• Vasca incassata standard: 500-1.500 euro di prodotto + 400-700 euro di installazione
• Vasca con idromassaggio: 1.500-5.000 euro di prodotto + 800-1.500 euro di installazione (più le modifiche all’impianto elettrico)
• Vasca freestanding di design: 1.500-8.000 euro o più per il solo prodotto, a seconda del materiale e del brand
In termini di manutenzione, le vasche con idromassaggio richiedono una pulizia periodica dell’impianto idraulico (con prodotti specifici per la disinfezione delle tubazioni) che ha un costo sia in termini di tempo che di prodotti. Le vasche senza idromassaggio sono invece molto semplici da mantenere.
Uno degli interventi più richiesti nelle ristrutturazioni italiane è la sostituzione della vasca con una doccia a filo pavimento. Questo intervento, apparentemente semplice, è in realtà tra i più invasivi perché richiede: - Demolizione della vasca e del piano di posa - Abbassamento dello scarico a pavimento - Rifacimento del pavimento nell’area interessata - Eventuale rifacimento delle piastrelle alle pareti
Il costo totale di questo intervento raramente scende sotto i 2.000-3.000 euro, spesso arriva a 4.000-5.000 euro per una doccia a filo pavimento con finiture di qualità. Un investimento importante, che però si ripaga in termini di fruibilità e valore immobiliare.
Le docce contemporanee hanno abbandonato da anni i box prefabbricati in alluminio anodizzato con vetri serigrafati che caratterizzavano i bagni degli anni ’90. Oggi la doccia di tendenza è:
• Walk-in con vetro fisso: profilo minimo in acciaio inox o ottone, unica lastra di vetro temperato trasparente da 8-10 mm
• A filo pavimento: senza piatto visibile, con canalina di scarico lineare o puntuale nascosta
• Con soffione a soffitto: il cosiddetto “rain shower” che simula la pioggia dall’alto
Questi elementi, combinati con rivestimenti in gres porcellanato a grandi lastre o in marmo, creano un effetto visivo di grande eleganza e pulizia formale.
La vasca freestanding è oggi l’elemento di design più ambito per chi può permettersela. Posizionata al centro del bagno o davanti a una finestra, diventa la protagonista assoluta dello spazio. I materiali più richiesti:
• Ghisa smaltata: la più tradizionale, con finiture esterne in vari colori, eccellente ritenzione del calore
• Acrilico rinforzato: la più leggera e la più economica, disponibile in infinite forme e colori
• Pietra naturale o resina di pietra: la più lussuosa, con effetti visivi straordinari ma costi molto elevati
La vasca freestanding funziona meglio in bagni con carattere forte e definito: industrial, contemporaneo, classico-romantico. Non si adatta bene a bagni piccoli o a spazi dove il design è già molto affollato di elementi.
Quando lo spazio lo permette (almeno 7-8 m²), la soluzione ideale per molte famiglie è avere entrambi gli elementi: una doccia walk-in per l’uso quotidiano e una vasca (anche di dimensioni più contenute, circa 150 x 70 cm) per i momenti di relax del weekend. In questo caso, la vasca non deve essere necessariamente il pezzo centrale del bagno: può essere integrata in una nicchia, posizionata sotto una finestra o lungo una parete, mentre la doccia occupa un angolo dedicato.
Se si pensa di mettere in vendita l’appartamento nei prossimi anni, la scelta tra doccia e vasca ha anche una valenza economica. In generale:
• Un bagno con solo doccia è percepito come più moderno e pratico, apprezzato dal target dei single, delle coppie giovani e di chi acquista per uso personale
• Un bagno con vasca e doccia è la soluzione più universale e generalmente aumenta il valore percepito dell’immobile
• Un bagno con solo vasca è oggi considerato “datato” e spesso viene visto come un punto negativo, che gli acquirenti mettono in conto di dover ristrutturare
Se dovessimo dare un consiglio generale per chi pensa alla rivendita: se lo spazio lo permette, mantenere o aggiungere almeno una vasca (anche piccola) è quasi sempre una buona idea. Se lo spazio è limitato, una doccia ampia e di qualità è preferibile a una vasca piccola e scomoda.
Per aiutarti a fare la scelta giusta, ecco una serie di domande a cui rispondere prima di prendere una decisione:
1. Qual è la superficie del bagno? Sotto i 5 m², la doccia è quasi sempre la scelta obbligata
2. Quante persone usano il bagno ogni mattina? Più persone = più probabile che la doccia sia la scelta giusta
3. Ci sono (o ci saranno presto) bambini piccoli in casa? In tal caso, valuta seriamente di mantenere la vasca
4. Usi la vasca almeno una volta a settimana? Se la risposta è no, probabilmente non ne sentirai la mancanza
5. Hai mobilità ridotta o convivi con qualcuno che ce l’ha? La doccia walk-in è la scelta più sicura
6. Hai budget sufficiente per una ristrutturazione completa? La sostituzione vasca-doccia a filo pavimento costa 2.000-5.000 euro
7. Pensi di vendere l’appartamento nei prossimi 5 anni? Se sì, considera il valore immobiliare della vasca
Doccia o vasca? La risposta onesta è: dipende. Dipende da te, dalla tua famiglia, dal tuo bagno, dal tuo budget. Non esistono scelte obiettivamente sbagliate, ma esistono scelte più o meno adatte alla tua situazione specifica.
Quello che conta è prendere questa decisione in modo consapevole, considerando tutti i fattori in gioco, piuttosto che seguire acriticamente la tendenza del momento o, al contrario, restare legati a soluzioni che non corrispondono più alle proprie abitudini. Un bagno ristrutturato bene è un bagno che funziona perfettamente per chi lo vive ogni giorno.
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